mercoledì 7 giugno 2017

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Quella volta che hai incontrato il diavolo (una storia un po' molto horror)

Due cose. Cosanumero1: entro domani arriva una nuova rubrica alla quale stavi pensando da un po', e che avrà bisogno del vostro contributo. Stay come il tonno. Cosanumero2: sì, sai di averlo già scritto (qui), ma anche per gli standard di #storiedivitairreale quella che segue è una storia davvero irreale. Tipo? Tipo quella sera, a dieci anni, in cui hai incontrato il diavolo e voleva darti un passaggio in macchina. No, sul serio [...]

È un tardo-pomeriggio-quasi-sera d'autunno dell'86, di quelli in cui su Rende (CS) cala insieme alla tristezza anche la nebbia da film post-apocalittico. Una nebbia gialla, densa come i sensi di colpa, vuoi perché nell'aria ancora c'è, polline di Chernobyl; vuoi perché a pochi chilometri da lì la legnochimica, divisione locale della ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, riempie l'aria un giorno sì e l'altro pure di suggestive scorie molto meno radioattive e decisamente più a basso costo. Quando soffia il vento da nord, in tutto il quartiere si respira legno morto. Sarà stato per quello che non c'abitavano elfi, da quelle parti. 

C'è la nebbia delle grandi occasioni, dicevi, mentre torni a casa a piedi dalla riunione degli scout. Col senno di poi, farsela a piedi tagliando per un parco non illuminato, al limitare della sera, quando hai dieci anni non è questa grande idea, ma erano tempi diversi. C'era meno consapevolezza dei rischi, meno paura, meno servizi di retequattro sugli zingheri. Te e tutti quelli che conoscevi, ve ne andavate in giro a piedi già da anni, nessuno aveva paura di niente.

Quella sera, però, qualcosa non andava per il verso giusto. E non è la suggestione del poi, ricostruzione pilotata degli eventi per quello che è successo in seguito: ricordi distintamente che camminando per il viale che lambiva il parco, con i lampioni che si accendevano e spegnevano come nel video di Billie Jean di Michael Jackson, sentisti una specie di brivido correrti in mezzo alle scapole. Come se la nebbia, il buio, quell'umido mortale che faceva sempre lì, il giallo dei lampioni che rimbalzava su quel muro di ovatta e soprattutto il fatto che non ci fosse in giro neanche mezza anima viva, fossero lo scontato prologo di uno di quei film horror scemi che davano su Italia 1 d'estate in seconda serata, o anche prima serata e mezzo.

Tiri su la zip del giubbetto molto anni 80 in un qualche materiale plastico prodotto anche quello da un'azienda chimica - e senza manco bisogno di allungarsi fino in Cina, c'erano ancora tanti paesi poveri più vicini in cui pescare mano d'opera infantile sottopagata - e più che altro tiri avanti, quando la vedi sbucare dalla nebbia.

È un'Opel Ascona color sabbia e cammina così piano che sembra stia venendo giù a folle. I suoi fari gialli rettangolari e tremendamente vintage fanno pendant con la nebbia, mentre si avvicina a passo d'uomo.

Ora, ai tempi, degli amici dei tuoi avevano una macchina identica. Intuiti modello e colore di quella carretta tedesca con un nome da Canton Ticino, hai pensato fossero loro. Meglio, che alla guida - visto che distinguevi una sola sagoma inquadrata nel parabrezza - ci fosse il marito della coppia, magari passato a trovare tuo padre. Magari ti aveva riconosciuto e si stava fermando, perché si stava fermando, per chiederti che cosa ci facessi lì da solo nel nebbione. 

L'auto frena accanto a te. Tu sei sul marciapiede sinistro della strada e ti rendi conto che no, al volante non c'è l'amico di famiglia quando il conducente si allunga sul sedile passeggero per aprire lo sportello. "Non sei [X]...", dici, con tutta l'ingenuità di un moccioso. Con un'aria viscida come un crotalo pucciato nel fango, quello ti risponde: "No, ma se vuoi salire...". E qui vi sarete fatti già un'idea. Forse era un pedofilo. Forse solo un tizio che ha visto un rEgazzino da solo e voleva sincerarsi che fosse tutto ok. Meno probabile, dato il tono, ma possibile. Tutto questo, però, non spiega comunque quello che è accaduto un secondo più tardi.

Ora, è giunto il momento di ricordare che non sei credente. Non credi all'esistenza del dio biblico o di altre divinità, tanto meno a quella di un essere metafisico con gli zoccoli caprini che tenta le persone. Credi che il male esista, certo, ma in quanto attitudine umana, senza bisogno di telefonata a casa o aiutino esterno. Corollario: non credi nelle possessioni demoniache, negli esorcismi e in quelle altre robe da servizio delle iene quando non devono perorare la causa di qualche pericolosa bufala medica. Quella sera del 1986 stai pensando però proprio al capolavoro di William Friedkin del '73. Ne hai visto un pezzo in TV, e comunque, come tanti, de L'Esorcista ti ha colpito anche solo il trailer mandato su Canale 5. Quella musica, il prete che bussa alla porta con il volto coperto dal cono d'ombra. Ecco, il tizio dell'Ascona ha il volto immerso nell'ombra ed è circondato dall'ombra, come Max Von Sydow con cappello e ventiquattrore nel trailer e sulla locandina del film. Poi, dopo averti invitato ad entrare, l'uomo solleva la faccia quel tanto che basta alla lucina dell'auto - gialla pure quella, era tutto giallo negli anni 80 - per inquadrarla. E...

Dura un secondo, ma in quel secondo il suo volto si trasforma. Diventa quello di un mostro, esattamente come il vecchio Bilbo quando si parla di quell'anello di bigiotteria pericoloso lì ne Il Signore degli Anelli.
Per capirsi.
Non è una frottola. Non te lo sei sognato, non l'hai immaginato. O forse sì, certo che sì, ma negli anni avresti avuto la certezza di aver visto quello che hai visto. Te che non credi in niente di niente. Non c'è il tempo per una seconda occhiata, del resto, perché stai fuggendo a rotta di collo. Fuggi, fuggi via, come un rEgazzino del Nuovo Cinema Guaglione all'improvviso alle prese con un problema più grande di lui e di sicuro privo di risposte nel manuale degli scout e magari pure in quello delle giovani marmotte. 

Torni a casa, il cuore una palla da tennis nel petto servita da Ivan Lendl, e non ne parli mai con nessuno. Beh, fino a oggi. Cosa è successo davvero quella sera? Ah, boh. Come per la faccenda del motociclista inquietante, questa è una storia di vita irreale priva di risposta, purtroppo. E oh, c'è mica sempre uichipidia a spiegarti le cose. 

Magari era solo suggestione. Magari era la nebbia, carica quel giorno di qualche effluvio chimico in più. O magari era davvero Pazuzu, che tra parentesi ti è sempre sembrato un nome molto, molto calabrese. 

42 commenti:

  1. Alcuni fatti inspiegabili li ho vissuti anche io da piccolo, anche se molto meno del terzo tipo di questo (robe di luci, suoni, oggetti che non avrebbero mai potuto essere li)...non saprei c'è da dire che io sono molto scettico proprio come te, ma sicuramente nell'infanzia/preadolescenza siamo molto più ricettivi a riguardo.
    Per alcuni sarà suggestione, per altri sarà paranonna activity: io ci vedo una sana via di mezzo, ogni tanto qualcosa di inspiegabile per noi razionali succede...and that's all.

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    1. le cose che non dovrebbero essere lì sono una costante della mia vita... ma penso che la causa sia molto più secolare ovvero il fatto che ogni tanto perdo anche i calzini dentro le scarpe;)

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  2. Caro Doc mai fidarsi delle auto color sabbia !!! Sarà per questo che a bordo c'era Pazuzu, noto demonio del deserto del sahalabrese.
    Io per me niente diavoli , in compenso in cantiere vedo sempre tanti di quei miracolati che alla fin fine mi sto convincendo che San Patrizio protettore dei muratori abbia un potere maggiore di San Cutberto patrono della omonima mazza +1 di d&d 3a edizione.

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    2. L'aver solo pensato di produrre certe auto in certi colori ha del demoniaco.

      PS: il fatto che non riesca a scrivere due righe senza fare errori di grammatica o ha del demoniaco o sono veramente alla frutta o entrambe le cose.

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  3. secondo me hai avuto una premonizione,il sesto senso dell'infanzia ha visto la vera natura della cosa,hai fatto benissimo a smaterializzarti dal posto trappola ed a rimaterializzarti a casa

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  4. Qualcosa che trascende la scienza e il razionale sono convinto esista ma credo che sia molto difficile da scovare e riconoscere. Sono veramente molto scettico su apparizioni e miracoli anche se non li escludo a priori. Nella quasi totalità dei casi sono i nostri sensi o la mente ad ingannarci e a mostrarci qualcosa che in realtà non è o non c'è.
    Detto questo la devozione delle persone va rispettata e non irrisa, magari messa in discussione. Sempre che non nuocia al prossimo.

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    1. PS: dice certe cose con il mio avatar fa molto riflettere ma a mia discolpa posso dire che quell'immagine è colpa del Doc dell'A.I.P.

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  5. Era davvero un diavolo, in un certo senso.
    Per fortuna eri ancora attento al nostro istinto di autoconservazione...

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  6. Approccio vagamente razionale (eeeh, come no): il tuo sesto senso (ho detto razionale?..ah, ecco..) da giovane preda (pedofilo o non pedofilo, era una situazione potenzialmente pericolosa) ti ha fatto funzionare il cervello in modo da indurti a reagire al pericolo senza perder tempo, e il modo più veloce era mostrandoti qualcosa che ti facesse scappare. Non lo dico per togliere mistero/interesse al racconto, sia ben chiaro, ma solo perché come te anche io sono poco "credente" in tante cose, e senza influenza di droghe o alcool anche da "adulto" mi è capitato di veder un paio di cose *strane*, e il mio lato razionale ogni tanto mi fa pensare a possibili spigazioni, senza pretesa di aver ragione, solo come esecizio mentale. Dopo tutta sta pappardella: ogni tuo racconto mi sembra di vederlo proiettato in una sala di cinema di provincia ultra-atmosferica. Bravo davvero.

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  7. Ho avuto un momento di terrore quando ho letto OPEL ASCONA

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  8. Ecco perché a volte gli spiegoni ci vogliono?
    Così invece il pubblico a casa non ha capito che cos'era quell'entità, o se magari era il pilot di una serie e di lì in poi il guaglione diventa in grado di vedere l'anima delle persone.

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  9. Concordo con il buon nicola, probabilmente il tuo cervello di moccioso ti ha spiegato che la situazione richiedeva una ritirata strategica a gambe levate, e te l'ha comunicato in modo che tu non avessi il tempo di ragionare sul perchè e sul per come della situazione se non dopo decenni.

    P.S. moooolto op: Ma sto week end ci sei a Bari? ho una cassa di fanta sgasate da consegnarti per ripagarti della compagnia che mi tieni quasi tutti i giorni

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    1. Yep. Tieni d'occhio i social dell'Antro per gli orari dei puntelli.

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    2. quindi agisco come al solito. ci vediamo sabato

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    3. google mi ha cambiato il nick, ma do-you-frank ci sarà. Non mi sono ancora fatto firmare il mio Rim City, e, in attesa del secondo, porterò la mia copia :3 comunque doc, assolutamente inquietante. Io ho una sorella che da piccola, quando ancora non parlava, rideva e discuteva animatamente con parentame ormai nell'aldilà. Dire che non mi impressiona niente, è dire poco, ma posso immaginare la scagazza

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  10. Cavolo Doc,inquietante mica male,io penso che comunque nel mondo/universo ci siano delle cose che la scienza non riesce o perlomeno non ancora a spiegare. Anche a me è capitato di verde strane luci in cielo e una volta due oggetti che volavano nel silenzio più totale,quando ero sul balcone con mio papà(li ha visti anche lui non sono un mitomane ) hanno spento quello che sembrava un faro anteriore,come a dire il terrestre ci ha avvistato spegni tutto, e sono passati quasi rotolando in direzione sud-est.
    La cosa bella è che è capitato quando dopo aver visto quel capolavoro di Robotropolis,tra l'altro per la seconda volta,mi sono alzato a chiudere le ante e ho pensato "adesso guardo fuori e vedo un ufo.."
    Non erano aerei o elicotteri,almeno convenzionali,di quei mezzi ne capisco parecchio

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    1. ho fatto la stessa identica esperienza ma il mio era un oggetto solitario

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  11. Secondo me hai avuto una semplice allucinazione, di quelle che possono capitare da bambini, senza nessun motivo apparente (o con qualche concreto motivo biochimico che non si può accertare così, su due piedi). Tipo quella volta che, andando in bagno, ho visto un gatto segato a metà all'altezza della pancia, senza le zampe posteriori e la coda, attraversare il corridoio davanti a me. O tipo quell'altra volta che mi sono svegliato nel bel mezzo di un terremoto, con tutta la casa che trema, ma che invece me lo sono soltanto immaginato.

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    1. O molto piu' semplicemente la mente dei bambini e' facilmente suggestionabile e un po il buio, il tipo sembrava losco in piu' il buio ha reso l'espressione di quello che sembrava un malintenzionato piu' mostruosa.

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  12. mmh... Pazuzu è la mia gatta nera, stasera le chiedo se ne sa nulla di questa storia.

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  13. sai una cosa? mi hai fatto tornare in mente l'unico evento strano di cui ho memoria nella mia vita che mi è capitato una decina di anni fa.

    ero in auto a tarda sera e stavo riaccompagnando a casa un amico, lungo la strada ad un certo punto sulla sinistra c'è un cimitero con davanti un piazzaletto in salita su cui si affaccia la grande cancellata del cimitero, che a quell'ora (saranno state le 2 di notte) era ovviamente chiusa.

    quando eravamo a non più di 40 metri dal cimitero abbiamo entrambi visto una figura umana completamente nera attraversare la strada andando verso il cimitero.

    quando dico figura nera intendo una roba tipo del detersivo "omino bianco" o tipo le figure sui cartelli stradali degli attraversamenti pedonali.

    a fare quei 40 metri in auto ci avremo messo un paio di secondi o poco più, quindi passando davanti alla cancellata - chiusa - ci aspettavamo di vedere questa figura e di fugare i nostri dubbi sul fatto che fosse stato un banale gioco di luci.
    ed invece non c'era niente e nessuno, svanita nel nulla.

    ci siamo guardati alquanto perplessi perchè non siamo proprio riusciti a dare una spiegazione logica a ciò che abbiamo visto...

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  14. Impossibile dire come abbia reagito il tuo cervello a questa situazione, ma vedere cose molto strane e bizzarre capita spesso da bambini, come hanno già detto.
    Quando ero alle elementari capitò una faccenda di questo tipo: un mio amico era appena stato chiamato alla lavagna e mentre si affrettò verso di essa ebbi una sorta di "visione", lo vedevo totalmente nudo e pieno di macchie nere su tutto il corpo, non nei perché erano giganti, mi diede la sensazione di essere colpito da un male terribile, ma a distanza di una decina d'anni non gli è successo niente di grave, per fortuna.
    Mi sono spesso interrogato su ciò, ma non esiste nessuna spiegazione razionale, quindi boh, chissà perché lo vidi in quel modo?

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  15. Se posso dirti la mia, era un rappresentante della Folletto che non era riuscito a piazzare nemmeno un aspirapolvere e aveva l'occhio iniettato di sangue di chi sapeva non gli sarebbe arrivata la provvigione settimanale...
    Scherzi a parte, anche a me è successa una cosa strana e se devo essere sincero la cosa che più mi inquieta è la concomitanza storica con quanto avvenuto a te. Ti spiego brevemente: quando finivo di mangiare la cena, ero solito correre nella stanza di mia mamma per il salutare salto sul materasso dopo aver mangiato. Quella sera, però qualcosa non quadrava perché la luce della camera non si era accesa e poi una volta entrato in camera ho avuto un'apparizione dalla finestra di una specie di testa di Idra con i tentacoli che sputava fiamme da occhi e bocca...
    Lo so che direte che avevo mangiato troppa peperonata, eppure ho un ricordo così vivido di quella cosa (poi dopo averla vista ero svenuto e i miei mi avevano messo nel letto, almento così ho pensato, non gliel'ho mai chiesto! Non sarò per caso stato catapultato in una realtà alternativa, stile Ai Confini della Realtà, dove tutto mi va a sfiga, mentre ero destinato a fare grandi cose nella mia dimensione natìa?), dicevo ho un ricordo talmente chiaro e impresso nella memoria che non mi pare essere qualcosa di "finto". Calcola che non avevo ancora visto Grosso guaio a Chinatown! E' vero che poteva sembrare la regina cattiva di Jeeg, però era davvero qualcosa di strano che ancora mi porto dietro... ed era una serata nebbiosa e grigia dell'autunno '86...

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  16. Ho avuto due esperienze in parte simili alla tua Doc, la prima quando avevo circa sette anni, con mia mamma dal panettiere, lei prende il pane e io esco sul marciapiede e mi si avvicina un tizio che adesso direi uguale a CiccioMartin su una moto con sidecar e mi dice "Ciao bel bimbo se vieni con me ti do un sacchetto di caramelle" grazie agli insegnamenti dei miei la mia risposta è stata "No grazie tanto me le compra la mamma!" e poi sono corso da lei le ho detto tutto e siamo usciti furi tutti, panettiere, clienti ecc ma il tizio naturalmente era sparito. Mentre anni dopo quando avevo sedici anni in un frangente troppo lungo da spiegare mi ritrovo in macchina con degli amici, io seduto davanti sul sedile passeggero, mi giro per dire una cosa al mio amico seduto dietro e per un secondo la sua faccia si trasforma come l'urlo di Munch e lui giura di aver visto anche me in quel modo, ci siamo messi a piangere come due neonati.

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  17. Prima di tutto: scrivi così bene che per una manciata di minuti mi sono realmente trovato in mezzo a quel nebbione degli Ottanta... favoloso!
    Per il resto... volevo analizzare l'aneddoto con logica e raziocinio, ma ho realizzato che non mi appartengono veramente, non sono un freddo calcolatore messo qui a confutare e pontificare.
    Ci credo, eccome se ci credo! In quell'attimo lontano e ormai irraggiungibile hai veramente visto qualcosa, forse un fenomeno come quello descritto da Koontz in "Là fuori nel buio", oppure qualcosa di abissalmente più alieno, ma ci credo.
    E leggerlo mi ha fatto un po' paura...

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  18. probabilmente il presunto pedofilo ha avuto un ictus, e la faccia procuratagli dal coccolone, unita alla suggestione del momento, ti ha dato l'effetto mostro...

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  19. Neanch'io sono credente, però ho sempre creduto a mia mamma quando diceva: "attento alle siringhe per terra" o "non fidarti degli sconosciuti", a quello ed all'istinto di conservazione, come qualcuno ha già detto sopra.

    Però non è tutto, questo post mi dà da pensare: per un bambino, o un adolescente, è più sicuro girare in strada, di sera, oggi rispetto a venti-trenta anni fa?
    Quello sì che mi ha messo i brividi.

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  20. Opel Ascona! °_°

    (Il racconto, al solito, è scritto benissimo. Ho avuto i brividi!)

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  21. Uhm… andiamo sul creepy oggi, vero ? Beh, voglio partecipare. Ho un paio di storie, che racconto sempre volentieri, soprattutto perché, essendo una persona assolutamente razionale ed analitica nelle osservazioni, e del tutto avulsa a quanto non sia scientificamente dimostrabile, l'esser venuto a contatto con qualcosa di poco facile da spiegare… era ed è tuttora stimolante. Io mi nutro da sempre di pane e debunkeraggio: la parola 'fede', purtroppo (?), non esiste nel mio vocabolario. Ciò non toglie che due episodi nella mia esistenza continuano a 'tormentarmi'…
    Inizierò con il più banale, forse anche facile da definire. Non molti anni fa, d'inverno, all'imbrunire, mi ritrovavo nella superstrada che da Perugia porta vicino ad Arezzo. Ero in macchina con un mio amico, con la sua macchina. Guidava lui, che ha il piede pesante, la sua Audi A6 3000td con una fanaleria decisamente efficiente… Mentre viaggiavamo, quasi accostando il lago Trasimeno, dal new jersey centrale, che divide per senso di marcia le 4 corsie, venne fuori… 'qualcosa' che, ad un'apparente distanza di poche decine di metri, ci attraversò velocemente la strada scomparendo oltre il new jersey alla nostra destra. Direi che il tutto durò almeno un paio di secondi. Quando la cosa sparì eravamo già alla sua altezza. Mauro, il mio amico, non rallentò e rimase costante sui (censura) km/h. Passarono una decina di secondi di mutismo, poi dissi: 'l'hai visto?' Da quel momento si scatenò un'appassionata discussione che non è ancora terminata. Cosa avevamo visto ? Posso dirlo subito: non era un riflesso, non era un animale. Posso affermarlo con una certa sicurezza, essendo ripassati di lì molte volte nei mesi, anni, successivi, ricreando le stesse condizioni: un riflesso era impossibile in quel frangente, ed un animale è troppo lontano dal confronto della ns esperienza. Beh, lui disse di aver visto un… 'cappotto volante'… che librava a circa un metro da terra. Io ho l'immagine nitida di una persona che corre a testa bassa. Le differenze finiscono qui, il resto coincide nei ns ricordi: un'immagine apparentemente bidimensionale, con i bordi marcati e luminosi e… trasparente per il resto. Una sagoma. Per quanto il tutto ricordi un ectoplasma, inutile negarlo, mi son comunque dato da subito una spiegazione plausibile, compatibile con la visione: un fulmine globulare lento. Fenomeni rari, molto rari, ma certo non inesistenti. Abbiamo probabilmente avuto la fortuna di incontrare uno dei fenomeni naturali più sorprendenti, non credo proprio possa esserci altra spiegazione.

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  22. Il resto, è il caso di dirlo, è tutta un'altra storia. Correva (serve enfasi…) il 1990. Io, allora giovane infermiere, prestavo servizio presso l'ospedale di Dovadola, in provincia di Forlì. Si trattava di una piccola struttura, separata dal resto del paese, che venne dismessa pochi anni dopo e trasformata (credo) in una lungodegenza. All'epoca ospitava al piano terra degli ambulatori, al primo piano un reparto di medicina, praticamente ad indirizzo geriatrico, ed al secondo una chirurgia per piccoli interventi. Io lavoravo in medicina ma, come era uso, in quella lontana estate chiudevamo a turno per un mese i due reparti, per consentire le ferie allo scarso personale, pertanto mi ritrovavo a prestare servizio in chirurgia. Ero da solo in turno e… urge piccola descrizione del reparto: immaginate una 'elle'; sul gambo lungo c'erano le camere di degenza, il cucinotto, i bagni e lo stanzino dell'infermiere. Su quello corto arrivavano le scale, la stanzetta della caposala e la sala operatoria, divisa in tre parti: la sala vera e propria, un disimpegno e, a fianco di queste due, separata da una vetrata, la stanza delle medicazioni. Era quest'ultima una stanza molto grande, con un lettino in mezzo e, controlaterale all'ingresso, un bancone dove preparavamo i medicinali. Importante: la luce della stanza si accendeva da un interruttore nel muro sopra il bancone, pertanto si doveva attraversare la stanza al buio per accendere la luce. Una 'vecchia' infermiera (e sento un vero brivido nel dirlo, visto che oggi son più vecchio di quanto fosse lei allora) della chirurgia diceva spesso che in quella zona si 'sentivano' cose, che lei attribuiva a 'presenze'… Va da se che la predavamo tutti pesantemente per il culo. Quella notte di luglio, intorno a mezzanotte (già…) mi recai con estrema tranquillità nella stanza delle medicazioni, per preparare una flebo. Ero in mezzo alla stanza, ed al buio, con il braccio destro già alzato e l'indice in posizione per pigiare l'interruttore della corrente, come fatto mille altre volte ma… stavolta le cose presero una strana piega. Improvvisamente mi ritrovai IMMERSO in un terribile suono, un suono che, perdonate la banalità, davvero non dimenticherò mai… Avete presente… Beh, spero di no… un rantolo, il tipico rantolo della persona morente, un respiro superficiale, a tratti accelerato… il tutto come se l'avessi avuto in cuffia, sparato al massimo volume ! Ecco, mi congelai, semplicemente. MI girai con calma, non raggiunsi l'interruttore, ed uscii dalla stanza lentamente, mentre questa cacofonia mi inondava il cervello senza soluzione di continuità. Nel momento stesso che arrivai alla porta, cessò. Di colpo. Non posso dire quanto durò la cosa, ma furono molti estenuanti secondi. Uscito dalla stanza corsi a svegliare il medico di guardia, che costrinsi a venire con me in una ricognizione di tutto il reparto, ovviamente senza esito. Non so dire se fossi più spaventato o semplicemente curioso. Le luci rimasero accese in tutta la sala operatoria quella notte. (1/2)

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  23. Chiaramente la mattina venni preso in giro dalle colleghe entranti ma, curiosamente, senza troppa partecipazione. In effetti non sembravano gradire l'argomento. Io cercai mille spiegazioni, arrivai a pensare agli scarichi del pavimento ed a chissà cos'altro ma senza esito. Inoltre, quel che mi lasciava, e mi lascia, perplesso fu la concreta impressione che quel suono spaventoso non avesse alcun effetto doppler. Non ho parlato di cuffie a caso: mi risultò impossibile intuirne la provenienza, la direzione. Ancor oggi lo ricordo come se mi ci fossi ritrovato 'immerso'. Comunque ci fu un epilogo, se possibile ancora più curioso: due turni dopo, l'ultimo in chirurgia, mi ritrovai nella stessa identica situazione. Entrando nella famosa stanza, diretto all'interruttore, venni nuovamente investito dallo stesso suono. Ancor oggi mi chiedo il perché della mia reazioni; lungi dal rimanere congelato, dissi ad alta voce (giuro che non scherzo): 'Hai rotto il cazzo !'
    Il suono cessò, tagliato di netto.
    Lavorai un altro paio di anni in quella struttura, prima di passare a Forlì città, e mi capitò di fare altri turni estivi in chirurgia, ma… niente. Un po' mi dispiacque. (2/2)

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  24. Se ancora non si e' capito, Doc, tu IN QUEL CAVOLO DI CIRCOLO SCOUT NON CI DOVEVI PIU' ANDARE!!
    In realta' per me e' stato il tuo istinto di regazzino che ti ha fatto intuire che stava per capitare qualcosa di VERAMENTE BRUTTO.
    E meno male che gli hai dato retta...
    Sono curioso: chissa' di che si tratta, a proposito di domani...

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  25. Ehm, giorno a tutti! Di solito commento poco, ma oggi mi è piaciuto che ognuno raccontasse la sua, e quindi mi andrebbe di condividere un paio di esperienze che mi sono capitate.

    Quasi sera di un novembre nebbioso, non una rarità in pianura padana.
    La nebbia a volte rende tutto quasi grigio uniforme, sembra che nasconda la realtà per dare un tocco intimo, ma quella sera c'era proprio un nebbione assurdo.
    Io, sedicenne, mi stringo nel chiodo per il freddo e cammini nel nebbione. In giro non c'è un' anima. Sto andando a trovare X, una cara amica dell'epoca. Per arrivare, mi manca solo di passare davanti al cimitero del mio paese. Attaccato al cimitero, c'è un campo da calcio, dove d'estate passavamo un sacco di tempo. Mentre mi fermo ad osservare il campetto nella nebbia, sbuca dalla nebbia, come se fosse apparso, un cane nero ENORME, che a pensarci a posteriori sarebbe potuto essere un dobermann. Che si ferma. E mi fissa. Io, mi cago addosso e affretto il passo. Ripreso un barlume di raziocinio, mi giro. E ovviamente è sparito. Io lo so che poteva essere solo un cane. Però il me dell' epoca le ha pensare tutte.

    La seconda esperienza:
    Una sera d'estate, quando il cielo è chiaro fino a tardi, i miei erano sul balcone, io probabilmente a giocare a Pc, è successo almeno 10 anni fa. A dopo un certo punto mio padre mi viene a chiamare tutto concitato. Devo andare sul balcone con lui. Mi indica una lucina nel cielo. Un sacco, troppo luminosa per essere una stella lontana, poi il cielo non è completamente buio. E poi sembra vicino. E soprattuto si muove. Ad un certo punto, vediamo chiaramente una seconda lucina, piccola, chiara, come orbitarle attorno. Un elicottero non è, non si sente alcun rumore di pala. Un aereo? Niente luci di posizione. E poi si muove lentissimo. Stiamo a guardale per dieci minuti e poi...scompaiono. Mah

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  26. Caspita, racconto come sempre scritto in maniera impeccabile.
    Se posso vorrei contribuire anche io con un'esperienza davvero assurda che mi è capitata quando avevo 13 anni.
    Era l'estate del 1989 e avevo da poco terminato la terza media. Spesso dopo cena andavo a tirare due calci al pallone con il figlio di un vicino di casa. Alle volte però si prendeva la bici giusto per andare a comprare il gelato nella via accanto e quella era una di quelle sere.
    Ricordo bene che in sella alle nostre bici fiammanti (la promozione aveva permesso di sostituire l'obsoleta bmx con una modaiola mountain bike) e con il cono in mano stavamo percorrendo a passo d'uomo il marciapiede. Ad un certo punto vedo che lo sguardo del mio amico si sofferma su qualcosa per terra, si muove e sembra bagnato...se dovessi dire la cosa più somigliante a quel che ho visto direi che sembrava un fegato crudo che pulsava...
    Entrambi stupiti da quel che vediamo rimaniamo un attimo a guardare finchè io provo a toccare quella cosa con la ruota della bicicletta e di colpo vedo spuntare da sotto qualcosa. Sembra un lombrico, un grosso verme sinuoso che si agita a lato di quella massa. Il mio amico prende un sasso e lo lascia cadere dall'alto e schizza fuori come un razzo un topaccio schifoso che s'imbosca fulmineo in un tombino.
    Io ho sfracellato il cono dallo spavento e il mio amico ha cacciato un urlo che manca poco uscivano tutti i condomini da casa.
    Morale della storia si trattava di un avanzo di cibo (unpezzo di carne, forse anche una fetta di proscutto unta) probabilmente buttato via dalla pizzeria poco distante, e un sorcio in qualche modo ci stava allegramente banchettando solo che ne era completamente ricoperto.
    Alle volte le cose non sono quello che sembrano.

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  27. Leggerlo giusto prima di dormire. Ottimo. E pur essendo scettico cose del genere mi mettono tanta paura proprio perché ancora non si può dare un secco si o un secco no alla domanda "è vero?", questo dubbio ha una fortissima presa su di me

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  28. Suggestione, differenza di potenziale tra elettroni nel cervello. Tutto possibile.
    O, forse, il soprannaturale non è così lontano dalla nostra vita come vorrebbe far credere questo mondo ateo e razionalista.

    “Le cose impossibili capitano. Quando capitano, in genere la gente le affronta. Quel giorno, come ogni giorno, sulla faccia del pianeta circa cinquemila persone avrebbero fatto l'esperienza di uno di quei casi su un milione, e nemmeno uno di loro si sarebbe rifiutato di credere all'evidenza dei fatti. Quasi tutti avrebbero detto, ciascuno nella sua lingua, l'equivalente di "strana la vita, vero?" e avrebbero tirato avanti.”
    (Neil Gaiman)

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  29. Circa 4 o 5 anni fa, una sera di ritorno da lavoro ho visto nel cielo, ad un'altezza che non sembrava eccessiva, tre luci arancioni dapprima distanziate e poi in rapido avvicinamento e "allineamento". Ho pensato subito che erano luci strane e che non si muovevano in maniera convenzionale, fatto in tempo a pensarlo che si sono aggiunte altre due luci più piccole. Erano esattamente degli ufo ovvero oggetti volanti (da me) non identificati, alla fine le luci si sono allineate tutte e cinque e sono sparite, allontanandosi molto (troppo) velocemente, in formazione. Da dire che tornavo da lavoro, quindi erano circa le 19:30 di un autunno padovano, con un po' di nebbia.

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  30. Aiuto, non la vedrò mai più con gli stessi occhi di prima...
    [img]https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/02/1984_Opel_Ascona_C_Touring_%2812114222263%29.jpg/640px-1984_Opel_Ascona_C_Touring_%2812114222263%29.jpg[/img]
    ...anche perchè la ruggine le avrà tutte disintegrate da anni.

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  31. Ha ragione scott. Doc sei un mostro, lui aveva bisogno di aiuto e tu... tu sei scappato!

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  32. Niente horror per i bambini, ché poi queste cose se le ricordano pure da grandi...

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  33. Ci ho pensato giusto oggi: per qualche strana concidenza io mia madre e mia sorella facciamo ogni tanto dei sogni che si avverano. E' successo la volta che mio padre ha avuto l'infarto e io e mia sorella quella notte abbiamo fatto lo stesso sogno, e ieri notte ho sognato una vecchia amica che non frequento più da 10 anni che era con me, in un porto, vestita da sposa che mi diceva che stava andando a sposarsi. Oggi ho scoperto che si è sposata.

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